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Il Terremoto

COS'E' IL TERREMOTO

La Terra è un sistema dinamico e in continua evoluzione, composto al suo interno da rocce disomogenee per pressione e temperatura cui sono sottoposte, densità e caratteristiche dei materiali. Questa elevata disomogeneità interna provoca lo sviluppo di forze negli strati più superficiali, che tendono a riequilibrare il sistema spingendo le masse rocciose le une contro le altre, deformandole. I terremoti sono un’espressione e una conseguenza di questa continua evoluzione, che avviene in centinaia di migliaia e, in alcuni casi, di milioni di anni.   

Il terremoto si manifesta come un rapido e violento scuotimento del terreno e avviene in modo inaspettato, senza preavviso. 

All’interno della Terra sono sede di attività sismica solo gli strati più superficiali, crosta e mantello superiore. L’involucro solido della superficie del pianeta, la litosfera, è composto da placche, o zolle, che si spostano, si urtano, si incuneano e premono le une contro le altre. 

I movimenti delle zolle determinano in profondità condizioni di sforzo e di accumulo di energia. Quando lo sforzo supera il limite di resistenza, le rocce si rompono formando profonde spaccature dette faglie, l’energia accumulata si libera e avviene il terremoto. L’energia liberata viaggia attraverso la terra sotto forma di onde che, giunte in superficie, si manifestano come movimenti rapidi del terreno che investono le persone, le costruzioni e il territorio.

Un terremoto, soprattutto se forte, è caratterizzato da una sequenza di scosse chiamate periodo sismico, che talvolta precedono e quasi sempre seguono la scossa principale. Le oscillazioni provocate dal passaggio delle onde sismiche determinano spinte orizzontali sulle costruzioni e causano gravi danni o addirittura il crollo, se gli edifici non sono costruiti con criteri antisismici. Il terremoto genera inoltre effetti indotti o secondari, come frane, maremoti, liquefazione dei terreni, incendi, a volte più dannosi dello scuotimento stesso. A parità di distanza dalla faglia in cui si è generato il terremoto (ipocentro), lo scuotimento degli edifici dipende dalle condizioni locali del territorio, in particolare dal tipo di terreni in superficie e dalla forma del paesaggio. 

Per definire la forza di un terremoto sono utilizzate due grandezze differenti: la magnitudo e l’intensità macrosismica. La magnitudo è l’unità di misura che permette di esprimere l’energia rilasciata dal terremoto attraverso un valore numerico della scala Richter. L’intensità macrosismica è l’unità di misura degli effetti provocati da un terremoto, espressa con i gradi della scala Mercalli. 

Per calcolare la magnitudo è necessario registrare il terremoto con un sismografo, uno strumento che registra le oscillazioni del terreno durante una scossa sismica anche a grandissima distanza dall’ipocentro. L’intensità macrosismica, invece, viene attribuita in ciascun luogo in cui si è risentito il terremoto, dopo averne osservato gli effetti sull’uomo, sulle costruzioni e sull’ambiente. Sono quindi grandezze diverse e non confrontabili.


IL TERREMOTO IN ITALIA

 

L'Italia è un paese ad elevata sismicità, diffusa su tutto i I territorio da Nord a Sud, ad esclusione di poche aree, come la penisola salentina e la Sardegna. I terremoti si concentrano nella parte centro-meridionale della penisola, lungo la dorsale appenninica, in Calabria e Sicilia, e in alcune aree settentrionali, quali il Friuli, parte del Veneto e la Liguria occidentale. Le aree sismiche del territorio italiano presentano caratteristiche diverse. Alcune aree, ad esempio l'Appennino settentrionale, sono caratterizzate da eventi sismici molto frequenti e di magnitudo generalmente non molto elevata (al massimo pari a 6.0). Altre, ad esempio l'Appennino meridionale e la Calabria, da eventi meno frequenti, ma di magnitudo più elevata (anche oltre 7.0).


IL TERREMOTO IN EMILIA

Alle 4.04 del 20 maggio 2012, un terremoto di magnitudo 5.9 interessa i territori dell’area nord della Penisola italiana, causando sette vittime, di cui cinque per conseguenze dirette determinate dall’evento sismico e due per cause concomitanti.
Il terremoto interessa prevalentemente i comuni delle province di Modena e Ferrara e, in misura minore, quelli di Bologna e Mantova. In base alle registrazioni dell’Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'epicentro della scossa principale viene localizzato tra i comuni di Finale Emilia e San Felice sul Panaro in provincia di Modena, e Sermide in provincia di Mantova.
I Comuni interessati dall’evento sono classificati in zona 3 (bassa pericolosità), secondo la delibera del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna n. 1435 del 21 luglio 2003.


IL TERREMOTO NEL NOSTRO TERRITORIO

Il forte terremoto  , poco prima dell’alba, ha scosso tutta la pianura della bassa Emilia, in particolare l’area al confine fra le province di Ferrara e Modena, ha provocato danni piuttosto ingenti.. Il paese di Sant’Agostino è ubicato nei pressi dell’alveo del fiume Reno, che poggia su un terreno sabbioso di tipo fluviale. Proprio per questa sua particolare caratteristica è stato uno dei più danneggiati dal terremoto. Il suolo alluvionale ha difatti “amplificato” lo scuotimento del terreno, rendendo l’evento tellurico ancora più distruttivo. Durante la scossa principale delle 04:04, di magnitudo 5.9 Richter, la falda acquifera si sia alzata, facendo traboccare l’acqua fuori dai pozzetti. Il forte movimento sussultorio generato dall’intenso terremoto sarebbe riuscito a spostare verso l’alto la falda acquifera.

Classificazione sismica

La classificazione sismica del territorio nazionale ha introdotto normative tecniche specifiche per le costruzioni di edifici, ponti ed altre opere in aree geografiche caratterizzate dal medesimo rischio sismico.

In basso è riportata la zona sismica per il territorio di Sant'Agostino, indicata nell'Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003, aggiornata con la Delibera della Giunta Regionale dell'Emilia-Romagna n. 1435 del 21.07.2003.

Zona sismica
3
Zona con pericolosità sismica bassa, che può essere soggetta a scuotimenti modesti.

I criteri per l'aggiornamento della mappa di pericolosità sismica sono stati definiti nell'Ordinanza del PCM n. 3519/2006, che ha suddiviso l'intero territorio nazionale in quattro zone sismiche sulla base del valore dell'accelerazione orizzontale massima (ag) su suolo rigido o pianeggiante, che ha una probabilità del 10% di essere superata in 50 anni.

Zona
sismica
Descrizione accelerazione con probabilità di superamento del 10% in 50 anni
[ag]
accelerazione orizzontale massima convenzionale (Norme Tecniche)
[ag]
1 Indica la zona più pericolosa, dove possono verificarsi fortissimi terremoti. ag > 0,25 g 0,35 g
2 Zona dove possono verificarsi forti terremoti. 0,15 < ag ≤ 0,25 g 0,25 g  
3 Zona che può essere soggetta a forti terremoti ma rari. 0,05 < ag ≤ 0,15 g 0,15 g  
4

E' la zona meno pericolosa, dove i terremoti sono rari ed è facoltà delle Regioni prescrivere l’obbligo della progettazione antisismica.

ag ≤ 0,05 g 0,05 g  

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ENTE EROGATORE
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DATA INCASSO / PERIODO FRUIZIONE SERVIZIO
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COMUNE
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CONTRIBUTO