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DPCM 8 gennaio 2022

Ufficialmente in 'zona gialla' dopo tanti mesi (leggi le nuove regole) e sempre più persone si ritrovano bloccate o isolate in casa dopo aver contratto il virus o essere diventati 'contatti stretti ' di un positivo.

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Ma quando si è 'contatti stretti '? E come ci si deve comportare nel caso di complicate convivenze tra positivi e contatti, tra stanze, pranzi e cene e altre necessità? E chi scopre di essere positivo, in attesa della notifica del provvedimento di isolamento, cosa deve fare?

Quanto dura la quarantena per vaccinati e non Contatto stretto, cosa significa e chi lo è Come da indicazioni governative, il 'contatto stretto' (esposizione ad alto rischio) di un caso

probabile o confermato è definito come: una persona che vive nella stessa casa di un positivo al Covid ; una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un positivo (per

esempio la stretta di mano); una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un contagiato (per esempio ha toccato a mani nude fazzoletti di carta usati);

una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un positivo, a distanza minore di 2 metri e di almeno 15 minuti; una persona che si è trovata in un ambiente chiuso

(per esempio aula, sala riunioni, sala d'attesa dell'ospedale) con un positivo in assenza di mascherine o altri dispositivi di protezione idonei (Dpi).

E' definito 'contatto stretto' anche: un operatore sanitario o altra persona che fornisce assistenza diretta a un positivo oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso Covid-19 senza l’impiego dei Dpi raccomandati e idonei; una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto al contagiato; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Tampone fai da te: come si fa e come leggere il risultato

Contatto stretto in quarantena: le regole

I soggetti in quarantena (in quanto contatto stretto di un positivo al covid ) e le loro famiglie devono aderire ad alcune regole precise dell' Ausl: rimanere al proprio domicilio, senza uscire di casa ed evitando contatti sia con i conviventi che con altre persone; evitare

spostamenti all’interno dell’abitazione durante la presenza degli altri conviventi; utilizzare una stanza e un bagno non condivisi con altre persone, con un adeguato ricambio d’aria, aprendo le finestre - dove non fosse possibile l’uso esclusivo di un bagno, ad ogni utilizzo deve essere effettuata una disinfezione delle superfici con prodotti idonei (per esempio, candeggina o varechina).

I contatti stretti in quarantena devono anche: indossare la mascherina e mantenersi isolati dagli altri conviventi, le mascherine non devono essere toccate o manipolate durante l'uso -

se la mascherina si bagna o si sporca di secrezioni, deve essere cambiata immediatamente, dopo l'uso deve essere eliminata e occorre lavarsi bene le mani -; rimanere nella propria stanza con la porta chiusa garantendo un’adeguata ventilazione naturale in attesa di ulteriori indicazioni.

Quanto dura la quarantena

La durata della quarantena varia a seconda che la persona contatto di positivo sia vaccinato (e da quanto) o non vaccinato.

Se il contatto stretto non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino, la quarantena dura 10 giorni dall'ultimo contatto con il positivo e si conclude con un tampone (rapido o molecolare)

negativo.

Se il contatto stretto ha ricevuto la seconda dose del vaccino o guarito dal covid da più di 120 giorni (4 mesi), la quarantena dura 5 giorni con obbligo di tampone (rapido o molecolare) negativo alla fine del periodo

Se, invece, il contatto stretto è già vaccinato con la dose booster (o terza dose) da meno di 4 mesi non deve restare chiuso in casa, ma per 5 giorni deve obbligatoriamente usare le mascherine Ffp2 e stare in regime di auto sorveglianza. Che significa che deve vigilare su eventuali comparsi di sintomi anche minori e, in quel caso, sottoporsi a un test (antigenico o molecolare). se i i sintomi restano e il test è negativo, farne un secondo dopo altri 5 giorni.

La Regione Emilia Romagna va varato un regolamento per snellire le pratiche burocratiche di fine quarantena: il test potrà essere svolto anche in farmacia, con il costo a carica del servizio sanitario: qui tutte le specifiche.

Come comportarsi dopo un tampone positivo

A tutti coloro che, a seguito di un tampone diagnostico positivo, sono in attesa di ricevere la notifica del provvedimento di isolamento da parte del dipartimento di Sanità pubblica, l'Ausl

ricorda di: mantenere lo stato di isolamento, evitare contatti sociali, evitare spostamenti e/o viaggi, rimanere raggiungibili per le attività di sorveglianza sanitaria, contattare il proprio

medico per una valutazione dello stato di salute.

Cosa prevede l'isolamento domiciliare

Restare nella propria abitazione, non avere contatti sociali, non fare spostamenti o viaggi, rimanere raggiungibile telefonicamente per le attività di sorveglianza.

Quanto dura l'isolamento Anche in questo caso, dipende se il soggetto positivo è vaccinato o no:

Per chi ha sintomi, l'isolamento dura almeno 10 giorni dall'inizio dei sintomi. Il test si può fare solo dopo almeno 3 giorni senza sintomi e può essere rapido o molecolare Per chi non ha avuto sintomi e non è vaccinato, per chi ha ricevuto due dosi o la dose unica

da più di 120 giorni (4 mesi), per chi è guarito dal covid da più di 120 giorni l'isolamento dura 10 giorni e c'è l'obbligo di test (rapido o molecolare) alla fine dei 10 giorni. In caso di sintomi,

il tampone va eseguito dopo 3 giorni dalla scomparsa dei sintomi

Per chi non ha sintomi e ha ricevuto la dose booster e per i vaccinati con due dosi o dose unica da meno di 4 mesi o per i guariti da meno di 4 mesi l'isolamento dura 7 giorni con un

test (antigenico o molecolare) negativo.

Anche in questo caso, la fine isolamento in Emilia Romagna si può fare con un test in farmacia (in assenza di sintomi e con almeno due dosi di vaccino).

Cosa fare in caso di comparsa di sintomi

L' Ausl raccomanda di: avvertire immediatamente il medico di famiglia o il pediatra e l’operatore di Sanità Pubblica, chiamando il 118 e riferendo di essere un soggetto in sorveglianza per possibile infezione Covid; seguire rigorosamente le misure di

comportamento e di igiene indicate; indossare la mascherina ed evitare contatti con le persone con cui si vive; starnutire e tossire direttamente in un fazzoletto, buttarlo in un

sacchetto impermeabile che andrà chiuso ermeticamente e consegnato al personale sanitario per essere smaltito; lavarsi le mani immediatamente dopo; rimanere nella propria

stanza con la porta chiusa con un’adeguata ventilazione naturale, in attesa del trasferimento in ospedale, se necessario, o di altre disposizioni da parte dell’operatore di Sanità Pubblica.

Quando e come usare le mascherine

Gli esperti hanno dato indicazioni sulla tipologia di mascherine da utilizzare, precisando come indossarle per proteggersi nel modo corretto. Ecco dunque quali acquistare, come indossarle e quando. Gli errori da non fare in merito all'uso delle mascherine. Chi deve usarle?

Coronavirus, quali mascherine usare: non proteggono tutte nello stesso modo. Le più efficaci sono le FFP3

Le mascherine vanno a ruba, ma non sono tutte protettive in egual modo. Gli esperti consigliano le mascherine FFP3, certificate in conformità alla norma EN 149. A suggerire il loro utilizzo è anche l’Associazione dei produttori e distributori dei dispositivi di protezione individuale o collettivi (DPI). Questi precisano infatti che le mascherine FFP3 “sono sufficienti a garantire la prevenzione dai rischi biologici aereodispersi, in molte situazioni lavorative in ambito sanitario”. Hanno inoltre un’efficacia filtrante del 98%, dunque superiore alle FFP2 con efficacia filtrante del 92%.

Coronavirus, quando mettere la mascherina: chi deve indossarla

“La mascherina è consigliata solo se presenti sintomi di malattie respiratorie o se assisti una persona con sospetta infezione” hanno spiegato gli esperti. La conferma è arrivata anche dall’OMS che ha raccomanda di utilizzare la mascherina quando si ha il sospetto di aver contratto il coronavirus, in presenza di sintomi quali starnuti frequenti o tosse persistente. Va inoltre indossata quando si assiste una persona con sospetta infezione.

“Le mascherine per le persone sane non servono a niente, servono alla persona malata e al personale sanitario” ha precisato Walter Ricciardi, membro dell'Oms e consulente del ministro Speranza.

“Le mascherine di garza non servono a proteggere i sani, servono come misura di precauzione” ha aggiunto l’esperto.

Coronavirus: le mascherine vanno utilizzate in aggiunta alle altre misure di protezione

L’utilizzo delle mascherine consente di limitare la diffusione del virus. Proprio per questo deve indossarla chi sospetta di aver contratto l’infezione e presenta i sintomi tipici. Questa misura protettiva deve essere adottata in aggiunta alle altre.

“Contro la diffusione del virus è prioritario curare l'igiene respiratoria e delle mani” ha infatti affermato il Ministero della Salute.

È fondamentale lavare frequentemente le mani e non toccarsi il viso con le mani contaminate, non lavate.

Coronavirus, come indossare le mascherine e come toglierle

Il Ministero della Salute ha indicato la procedura corretta per indossare e togliere la mascherina. Ha inoltre precisato che indossare più mascherine una sopra l’altra non serve a nulla.

Come mettere la mascherina

  • Prima di indossarla bisogna lavare le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica
  • Indossare la mascherina coprendo bene bocca e naso
  • Assicurarsi che la mascherina aderisca correttamente al volto

Come togliere la mascherina

  • Prenderla dall’elastico, evitando di toccare la parte anteriore
  • Inserirla in un sacchetto chiuso prima di buttarla
  • Lavare di nuovo le mani

Coronavirus, quanto durano le mascherine: quando cambiarle

Gli esperti consigliano di cambiare la mascherina quando diventa umida. Quella tolta non va riutilizzata e va sostituita con una nuova.

Cosa si può fare e cosa no

Il Governo ha pubblicato le risposte a molte delle domande più frequenti che in tanti si sono (e ci siamo) fatti sulle nuove limitazioni imposte con il decreto che ha esteso la “zona arancione” a tutto il territorio italiano per contenere il più possibile la diffusione del coronavirus Sars-CoV-2.

Le risposte riguardano diversi argomenti: zone interessate dal decreto, spostamenti, trasporti, uffici e dipendenti pubblici, pubblici esercizi, scuola, università, cerimonie ed eventi, turismo, agricoltura.

ZONE INTERESSATE DAL DECRETO

1. Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale?
No, per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile.

2. Sono ancora previste zone rosse?
No, non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti.

SPOSTAMENTI

1. Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare?
Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti.
È previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

2. Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”?
Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.

3. Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5?
In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.

4. Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”?
È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

5. Come si devono comportare i transfrontalieri?
I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo (vedi faq precedente).

6. Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della misura?
Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.

7. Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi?
Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

8. È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili?
Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

9. È consentito fare attività motoria?
Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo.

10. Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari?
Si, ma solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad esempio le lampadine che si sono fulminate in casa).

11. Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti?
Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

TRASPORTI

1. Sono previste limitazioni per il transito delle merci?
No, nessuna limitazione. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

2. I corrieri merci possono circolare?
Sì, possono circolare.

3. Sono un autotrasportatore. Sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa?
No, non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci.

4. Esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea?
No. Non esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il servizio taxi e di ncc non ha alcuna limitazione in quanto l’attività svolta è considerata esigenza lavorativa.

UFFICI E DIPENDENTI PUBBLICI

1. Gli uffici pubblici rimangono aperti?
Sì, su tutto il territorio nazionale. L’attività amministrativa è svolta regolarmente. In ogni caso quasi tutti i servizi sono fruibili on line. E’ prevista comunque la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di scuole, nidi, musei, biblioteche.

2. Il decreto dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani. Nel caso di difficoltà di approvvigionamento di tali soluzioni e conseguente loro indisponibilità temporanea, gli uffici devono rimanere comunque aperti?
Gli uffici devono rimanere comunque aperti. La presenza di soluzioni disinfettanti è una misura di ulteriore precauzione ma la loro temporanea indisponibilità non giustifica la chiusura dell’ufficio, ponendo in atto tutte le misure necessarie per reperirle.

3. Il dipendente pubblico che ha sintomi febbrili è in regime di malattia ordinaria o ricade nel disposto del decreto-legge per cui non vengono decurtati i giorni di malattia?
Rientra nel regime di malattia ordinaria. Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da COVID-19, non si applicherebbe la decurtazione.

4. Sono un dipendente pubblico e vorrei lavorare in smart working. Che strumenti ho?
Le nuove misure incentivano il ricorso allo smart working, semplificandone l’accesso. Compete al datore di lavoro individuare le modalità organizzative che consentano di riconoscere lo smart working al maggior numero possibile di dipendenti. Il dipendente potrà presentare un’istanza che sarà accolta sulla base delle modalità organizzative previste.

PUBBLICI ESERCIZI

1. Bar e ristoranti possono aprire regolarmente?
È consentita l’attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

2. Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande?
Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

3. Sono gestore di un pub. Posso continuare ad esercitare la mia attività?
Il divieto previsto dal DPCM riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È possibile quindi continuare a somministrare cibo e bevande nei pub, sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti (dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

4. Cosa è previsto per teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura?
Ne è prevista la chiusura al pubblico su tutto il territorio nazionale.

SCUOLA

1. Cosa prevede il decreto per le scuole?
Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado. Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.

UNIVERSITÀ

1. Cosa prevede il decreto per le università?
Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani. Resta la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Non è sospesa l’attività di ricerca.

2. Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea?
Sì, potranno essere svolti ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza o comunque adottando le precauzioni di natura igienico sanitaria ed organizzative indicate dal dpcm del 4 marzo; nel caso di esami e sedute di laurea a distanza, dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità.

3. Si possono tenere il ricevimento degli studenti e le altre attività?
Sì. Corsi di dottorato, ricevimento studenti, test di immatricolazione, partecipazione a laboratori, etc., potranno essere erogati nel rispetto delle misure precauzionali igienico sanitarie, ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza. Anche in questo caso particolare attenzione dovrà essere data agli studenti con disabilità.

4. Cosa si prevede per i corsi per le specializzazioni mediche?
Dalla sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca.

5. Cosa succede a chi è in Erasmus?
Per quanto riguarda i progetti Erasmus+, occorre riferirsi alle indicazioni delle competenti Istituzioni europee, assicurando, comunque, ai partecipanti ogni informazione utile.

CERIMONIE ED EVENTI

1. Cosa prevede il decreto su cerimonie, eventi e spettacoli?
Su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).

2. Si può andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono celebrare messe o altri riti religiosi?
Fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica.
Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

TURISMO

1. Cosa prevede il decreto per gli spostamenti per turismo?
Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio.
Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo.

2. Come trova applicazione la limitazione relativa alle attività di somministrazione e bar, alle strutture turistico ricettive?
Le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e bar anche nella fascia oraria dalle ore 18 alle ore 6, esclusivamente in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di sicurezza di cui al dpcm dell’8 marzo.

3. Come si deve comportare la struttura turistico ricettiva rispetto ad un cliente? Deve verificare le ragioni del suo viaggio?
Non compete alla struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche.

AGRICOLTURA

1. Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca?
No, non sono previste limitazioni.

2. Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa?
No, non sono previste limitazioni.

 

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