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Ultimo Allerta/Bollettino Regione Emilia Romagna

14 Novembre 2019

  • Allerta 102/2019 valida dal 15-11-2019: piene dei fiumi, frane e piene dei corsi minori, vento, mareggiate
    ***Allerta GIALLA per piene dei fiumi per le province di PC, PR, RE, MO, BO, RA, FC, RN; per frane e piene dei corsi minori per le province di PC, PR, RE, MO, BO, RA, FC, RN; per vento per le province di PC, PR, RE, MO, BO, RA, FC, RN; per mareggiate per le province di FE, RA, FC, RN*** Nella giornata di Venerdì 15 Novembre si precedono precipitazioni moderate sul territorio regionale. Le precipitazioni risulteranno localmente intense anche a carattere di rovescio sul settore appenninico (medie areali 30-50 mm), assumendo carattere nevoso a quote di circa 1400/1500 metri e temporaneamente a quote inferiori sull'appennino occidentale. Previsti venti forti meridionali (62 e 74 Km/h) nelle prime ore della giornata, con raffiche superiori sui crinali, in progressiva attenuazione da ovest verso est nel corso della giornata. Mare molto mosso al largo e temporaneamente molto mosso anche sotto costa, con associata ventilazione sostenuta. Persistono nel corso della mattinata condizioni di alta marea su tutta la fascia costiera.
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COS'E' IL TERREMOTO

La Terra è un sistema dinamico e in continua evoluzione, composto al suo interno da rocce disomogenee per pressione e temperatura cui sono sottoposte, densità e caratteristiche dei materiali. Questa elevata disomogeneità interna provoca lo sviluppo di forze negli strati più superficiali, che tendono a riequilibrare il sistema spingendo le masse rocciose le une contro le altre, deformandole. I terremoti sono un’espressione e una conseguenza di questa continua evoluzione, che avviene in centinaia di migliaia e, in alcuni casi, di milioni di anni.   

Il terremoto si manifesta come un rapido e violento scuotimento del terreno e avviene in modo inaspettato, senza preavviso. 

All’interno della Terra sono sede di attività sismica solo gli strati più superficiali, crosta e mantello superiore. L’involucro solido della superficie del pianeta, la litosfera, è composto da placche, o zolle, che si spostano, si urtano, si incuneano e premono le une contro le altre. 

I movimenti delle zolle determinano in profondità condizioni di sforzo e di accumulo di energia. Quando lo sforzo supera il limite di resistenza, le rocce si rompono formando profonde spaccature dette faglie, l’energia accumulata si libera e avviene il terremoto. L’energia liberata viaggia attraverso la terra sotto forma di onde che, giunte in superficie, si manifestano come movimenti rapidi del terreno che investono le persone, le costruzioni e il territorio.

Un terremoto, soprattutto se forte, è caratterizzato da una sequenza di scosse chiamate periodo sismico, che talvolta precedono e quasi sempre seguono la scossa principale. Le oscillazioni provocate dal passaggio delle onde sismiche determinano spinte orizzontali sulle costruzioni e causano gravi danni o addirittura il crollo, se gli edifici non sono costruiti con criteri antisismici. Il terremoto genera inoltre effetti indotti o secondari, come frane, maremoti, liquefazione dei terreni, incendi, a volte più dannosi dello scuotimento stesso. A parità di distanza dalla faglia in cui si è generato il terremoto (ipocentro), lo scuotimento degli edifici dipende dalle condizioni locali del territorio, in particolare dal tipo di terreni in superficie e dalla forma del paesaggio. 

Per definire la forza di un terremoto sono utilizzate due grandezze differenti: la magnitudo e l’intensità macrosismica. La magnitudo è l’unità di misura che permette di esprimere l’energia rilasciata dal terremoto attraverso un valore numerico della scala Richter. L’intensità macrosismica è l’unità di misura degli effetti provocati da un terremoto, espressa con i gradi della scala Mercalli. 

Per calcolare la magnitudo è necessario registrare il terremoto con un sismografo, uno strumento che registra le oscillazioni del terreno durante una scossa sismica anche a grandissima distanza dall’ipocentro. L’intensità macrosismica, invece, viene attribuita in ciascun luogo in cui si è risentito il terremoto, dopo averne osservato gli effetti sull’uomo, sulle costruzioni e sull’ambiente. Sono quindi grandezze diverse e non confrontabili.

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